Le immagini

Resùria 03“Il palazzo era pieno di tagli, bruciature ed escoriazioni come un corpo martoriato. Eppure in quella solitudine era lui l’unico ad essere rimasto in piedi, nonostante le macerie che lo circondavano; e in quel buio ovattato, alcune finestre brillavano di una luce fioca, troppo debole per illuminare all’esterno ma sufficiente per mantenere la vita all’interno.”

 

 

Resùria 02“Spesso si era chiesto cosa potesse esserci più avanti, oltre i palazzi in rovina e le strade deserte, al di là delle macchine abbandonate, degli alberi bruciati e del silenzio che circondava ogni cosa. Eppure ogni volta finiva con il convincersi che quelle rovine si stendessero per chilometri e chilometri, fin oltre l’orizzonte.”

 

Resùria 01“Alla loro destra si stendevano dei binari abbandonati, avvolti dall’erba. Superarono la banchina facendo attenzione a dove appoggiavano i piedi, il suolo era sconnesso e diverse buche si aprivano nel terreno. Mi ero dimenticato il colore dell’erba, pensò guardando quella distesa, credevo che ormai fosse tutta bruciata, insieme al resto.”

 

Resùria 02“Parlare con i vicini di cella era vietato e se qualcuno avesse disubbidito, le luci del corridoio sarebbero state spente. Il problema di una simile eventualità non era il buio in sé, quanto il rischio che i grossi topi neri, in assenza di luce, uscissero dalle loro tane in cerca di qualcosa da addentare. “

 

 

Resùria 01“Ogni volta che scendeva verso il basso si accorgeva di come le cose cambiassero da un piano con l’altro, prima in maniera quasi impercettibile e poi, man mano che si proseguiva, in modo sempre più evidente. La vernice alle pareti era scrostata in diversi punti, il pavimento più segnato, i gradini sbeccati. C’era sempre più incuria e, raggiungendo i piani più bassi, la situazione peggiorava rapidamente.”

 

Resùria 02“Alzò lo sguardo e vide il grosso quadrante dell’orologio al quinto piano. Le lancette si erano fermate nel momento in cui il cielo si era illuminato, segnavano le due in punto di un passato lontano. Non ricordava quanti anni fossero trascorsi, in quel nuovo mondo tutto aveva perso significato, anche il tempo.”

 

 

Resùria 04“Diverse ragnatele iniziavano a infestare gli angoli dei corridoi e inoltre le luci artificiali, man mano che si scendeva verso il basso, calavano di intensità. Non era un problema di energia o qualcosa legato al nucleo, era stata una scelta specifica di Buster. Più si scendeva, più le luci dovevano diventare fioche e deboli. Questo per far capire alla gente che la vita, andando verso il basso e verso la terra, si spegneva.”

 

«Nell’ultimo sondaggio, l’85% della popolazione di Resùria ha dichiarato di essere religiosa. L’ultimo papa, mezzo secolo fa, disse che la speranza è un’ardente aspettativa verso la rivelazione del figlio di dio»

 

 

 

 

 

Ritratto 02

«Dov’era diretto quell’uomo?» chiese K. al fratello.
«Stava andando a casa, è stato diverse ore alla botte. Sta portando un grosso peso sulle spalle, forse per qualcosa che deve fare, non sono riuscito a capirlo» gli rispose R.

 

 

 

 

Ritratto 03

“L’aria gelida gli pizzicò il braccio e gli fece tirare un sospiro di sollievo. Prese la lattina di birra, raggiunse il divano e si piegò per prendere una scatola nascosta al di sotto. La aprì e con delicatezza estrasse una sigaretta secca. La contemplò alcuni istanti poi la accese e iniziò a fumarla nella luce grigiastra della stanza”

 

 

 

 

Ritratto 04

«È un bravo dottore» gli disse M., «quelle flebo servono a farci rilassare, a far scivolare via i pensieri mentre i raggi di sole inondano la stanza…è una sensazione così piacevole…perché non hai mai voluto provare?»

 

 

 

 

 

Ritratto 05

«È l’idea» rispose lui con aria pensierosa, «l’idea di poter avere quel whisky, le sigarette o qualsiasi cosa sia stata bandita dal palazzo. Non mi piace ubriacarmi, lo sai. Il mal di testa, i postumi, sono tutte cose fastidiose. Mi piace l’idea di poter bere, di poter fumare, di concedermi qualcosa che ci è stato tolto. Mi fa stare bene, mi fa sentire libero»